Wednesday, July 15, 2009

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza


LA MARCIA MONDIALE: UNA PROPOSTA UMANISTA

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza è stata lanciata durante il Simposio del Centro Mondiale di Studi Umanisti nei Parchi di Studio e Riflessione – Punta de Vacas (Argentina) il 15 novembre 2008.

Questa Marcia vuole creare coscienza rispetto alla pericolosa situazione mondiale in cui ci troviamo, caratterizzata dall'alta probabilità di conflitto nucleare, dalla corsa agli armamenti e dalla violenta occupazione militare di territori.

Si tratta di una proposta di mobilitazione sociale senza precedenti, promossa dal Movimento Umanista attraverso uno dei suoi organismi, Mondo senza Guerre.

La proposta iniziale si è sviluppata molto velocemente. In pochi mesi la Marcia Mondiale ha suscitato l'adesione di migliaia di persone, gruppi pacifisti e nonviolenti, istituzioni di tipo diverso, personalità del mondo della scienza, della cultura e della politica sensibili all'urgenza momento. Ha anche ispirato un'enorme diversità di iniziative in oltre 100 paesi, creando un fenomeno umano in rapido aumento (www.theworldmarch.org).

LA SITUAZIONE ATTUALE

Viviamo in una situazione critica a livello mondiale, caratterizzata dalla povertà di vaste regioni, dallo scontro tra culture, dalla violenza e dalla discriminazione che contaminano la vita quotidiana di grandi settori della popolazione. Conflitti armati devastano molte zone e ora dobbiamo affrontare anche una profonda crisi del sistema finanziario internazionale. A tutto questo si aggiunge il problema più pressante, la minaccia nucleare in aumento. È un momento di enorme complessità; non solo dobbiamo prendere in considerazione gli interessi irresponsabili delle potenze nucleari e la follia di gruppi violenti, con possibilità di accesso a materiale nucleare di dimensioni ridotte, ma dobbiamo tener presente anche il rischio di un incidente che potrebbe innescare un conflitto devastante.
Non si tratta della somma di singole crisi: ci troviamo davanti al fallimento globale di un sistema la cui metodologia di azione è la violenza e il cui valore centrale è il denaro.

LE PROPOSTE DELLA MARCIA MONDIALE

Per evitare la catastrofe nucleare futura, dobbiamo superare la violenza oggi, chiedendo:

• il disarmo nucleare a livello mondiale,
• il ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati,
• la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali,
• la firma di trattati di non aggressione tra paesi, e
• la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.

È urgente creare una coscienza a favore della pace e del disarmo, ma è necessario anche risvegliare la coscienza della nonviolenza, che ci consenta di rifiutare non solo la violenza fisica, ma anche ogni altro tipo di violenza (economica, razziale, psicologica, religiosa, sessuale ecc.). Questa nuova sensibilità potrà instaurarsi e scuotere le strutture sociali, aprendo la strada alla futura Nazione Umana Universale.

Reclamiamo il nostro diritto a vivere in pace e libertà. Non si vive in libertà quando si vive sotto la minaccia della violenza.

La Marcia Mondiale è un appello a tutte le persone a unire gli sforzi e ad assumersi la responsabilità di cambiare il mondo, a superare la violenza personale e a lavorare nel proprio ambiente più immediato, fino a dove arriva la loro influenza.

LA MARCIA IN AZIONE

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza sta già ispirando diverse iniziative e attività che nei prossimi mesi dovranno moltiplicarsi. Una di esse sarà la marcia simbolica di un gruppo multinazionale e multiculturale che percorrerà i sei continenti, partendo il 2 ottobre 2009 (Giornata internazionale della Nonviolenza) da Wellington (Nuova Zelanda) e concludendo il suo viaggio il 2 gennaio 2010 ai piedi del monte Aconcagua, a Punta de Vacas (Argentina).

In tutto questo periodo, in centinaia di città si realizzeranno marce, festival, forum, conferenze e altri eventi per far prendere coscienza sull'urgenza della Pace e della Nonviolenza. In tutto il mondo le campagne di adesione alla Marcia moltiplicheranno questo segnale al di là di quanto possiamo immaginare oggi.

Per la prima volta nella storia un evento di queste proporzioni si mette in moto per iniziativa della gente.

La vera forza di questa Marcia nasce dall'atto semplice e cosciente di chi aderisce ad una causa degna e la condivide con altri.

PER IL MOVIMENTO UMANISTA

Portavoce della Marcia Mondiale: Rafael de la Rubia
Portavoce per l'Africa: Michel Ussene
Portavoce per Asia-Pacifico: Sudhir Gandotra
Portavoce per l'Europa: Giorgio Schultze
Portavoce per l'America Latina: Tomás Hirsch
Portavoce per l'America del Nord: Chris Wells

Wednesday, June 17, 2009

Today. The World Day to Combat Desertification.


This year's theme is "Conserving land and water = Securing our common future".

Do something everyday to moderate negative effects but today DO MORE! Stop for a minute! and think about your environment, think about the suffering of our wonderful home, planet Earth. Ask yourself "how can I help?". You'll realize there are so many things you can do to help in your daily life without particular effort and without harming yourself nor any other living being. Please take a minute and think. Then do. Make one little change. And than another one, and another again. Beside doing the right thing for all, your mind and heart will benefit of that simple great constant change to better life.

Love,

anam



Monday, June 15, 2009

The World Day to Combat Desertification - 17 June

Caring for the Earth

The earth is not only the common heritage of all humankind but also the ultimate source of life. By over-exploiting its resources we are undermining the very basis of our own life. All around, signs abound of the destruction caused by human activity and of the degradation of nature. Therefore, the protection and conservation of the earth is not a question of morality or ethics but a question of our survival. How we respond to this challenge will affect not only this generation but also many generations to come.

In the case of such global issues as the conservation of the Earth, and indeed in tackling all problems, the human mind is the key factor. Whether they are problems of economics, international relations, science, technology, medicine or ecology, although these issues seem to be beyond anyone individual's capacity, where the problem begins and where the answer must first be sought is within. In order to change the external situation we must first change within ourselves. If we want a beautiful garden we must first have a blueprint in the imagination, a vision. Then that idea can be implemented and the external garden can materialize. Destruction of nature resources results from ignorance, lack of respect for the Earth's living things, and greed.

In the first place we must strive to overcome these states of mind by' developing an awareness of the interdependent nature of all phenomena, an attitude of wishing not to harm other living creatures and an understanding of the need for compassion. Because of the interdependent nature of everything we cannot hope to solve the multifarious problems with a one-sided or self-centered attitude. History shows us how often in the past people have failed to cooperate. Our failures in the past are the result of ignorance of our own interdependent nature. What we need now is a holistic approach towards problems combined with a genuine sense of universal responsibility based on love and compassion.

by Dalai Lama


http://www.unccd.int/publicinfo/june17/2009/menu.php